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17 gennaio 2023

Perché bisogna camminare domandando?

By admin

Il Subcomandante Marcos è stato un leader indigeno e attivista politico messicano, noto per la sua lotta contro la discriminazione e l’oppressione dei popoli indigeni del Messico. Egli è stato il portavoce e leader del Movimento Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN), un’organizzazione indigeno-guerrigliera che ha combattuto contro il governo messicano per la difesa dei diritti dei popoli indigeni e contro l’ingiustizia sociale.

La storia di Marcos inizia nella regione del Chiapas, nel sud del Messico, dove ha vissuto per gran parte della sua vita. Egli è cresciuto in una famiglia indigena e ha sempre sentito la necessità di difendere i diritti della sua comunità. Nel 1983, ha aderito all’EZLN, un movimento che lottava per la difesa dei diritti dei popoli indigeni del Chiapas.

Nel 1994, Marcos e l’EZLN hanno lanciato una sorprendente rivolta armata contro il governo messicano. L’insurrezione, nota come la “guerra del Chiapas”, ha scosso il paese e ha portato l’attenzione internazionale sulla situazione dei popoli indigeni del Messico.

Dopo la rivolta, Marcos è diventato il leader dell’EZLN e il portavoce della lotta per i diritti dei popoli indigeni. Egli ha viaggiato in tutto il paese, parlando alle comunità indigene e attirando l’attenzione sulla discriminazione e l’ingiustizia che essi subivano.

Nel 2001, Marcos ha fatto una lunga marcia dalla regione del Chiapas fino a Città del Messico, la capitale del Messico. La marcia, nota come la “Marcia delle Catene”, aveva lo scopo di attirare l’attenzione sulla situazione dei popoli indigeni e di chiedere al governo di rispettare i loro diritti. La marcia ha riunito migliaia di persone e ha portato a importanti riforme sociali e politiche per i popoli indigeni del Messico.

Oggi, Marcos continua a lottare per i diritti dei popoli indigeni e contro l’ingiustizia sociale. Egli è un simbolo di speranza e resistenza per le comunità indigene del Messico e per tutti coloro che lottano contro la discriminazione e l’oppressione.